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vista 1 vista 2 vista 3 Campagna (SA)

Il Sele

Antico Silarus. Tra leggenda e verità, il fiume che pietrifica legni e foglie. Cura, guarisce.


Spettatore della battaglia di Spartaco, lo schiavo che si ribellò a Roma. Custode dei tre anfiteatri dal cui rinvenimento nel 1762 si generò la riscoperta dell’antica Paestum, diventa, subito dopo, meta obbligato del Grand Tour affrontato da aristocratici, letterati, artisti principalmente nel corso del 18^ secolo.

Corre generoso d’acque, attraversa la fertile Piana che porta il suo nome.


Rallenta, asseconda i meandri dell’Oasi di Persano, l’ampia estensione territoriale lungo le sue sponde dove il lago artificiale creatosi a seguito della costruzione della diga sulle sue acque, rappresenta il cuore. Circondato da flora varia, vivacizzata da narcisi, gigli d’acqua e popolato di ricca e rara faune, tra cui la lampreda nelle sue verdi acque.


Testimone dello scontro fra modernizzazione e immobilismo, dello slancio verso lo sviluppo agricolo e industriale che poneva fine all’arretratezza confinata nei radicati privilegi feudali. Il fiume prosegue lungo il letto che lo porta verso l’illimitato Tirreno.

 

Il Sele nel suo gorgoglio perenne narra vicende di lotte passate, ricchezze sepolte. Rileva storie di sforzi presenti. Esorta a più grandi cose in futuro.